La polizia italiana usa un idrante durante gli scontri con i rifugiati che occupavano una piccola piazza nel centro di Roma. © 2017 Reuters/Yara Nardi.

(Milano) – La polizia ha usato violenza e idranti a Roma, il 24 agosto 2017, per sgomberare un gruppo di occupanti, prevalentemente rifugiati. Lo ha dichiarato oggi Human Rights Watch. Le autorità italiane dovrebbero condurre un’indagine seria e trasparente sull’uso della forza da parte della polizia. Centinaia di persone che vivevano in un edificio in piazza Indipendenza hanno bisogno urgente di una sistemazione alternativa.  

Senza preavviso o disposizioni alternative, la polizia ha cominciato, il 19 agosto, a sgomberare dall’edificio centinaia di persone, perlopiù rifugiati e richiedenti asilo eritrei ed etiopi. La maggior parte se n’è andata quel giorno. Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati, l’Unhcr, circa duecento persone,  di cui 50 donne, erano rimaste di fronte all’edificio in segno di protesta, dormendo lì fuori. Un centinaio, tra cui famiglie con bambini, donne incinte, e persone con disabilità, erano rimaste all’interno. La polizia è arrivata in forze intorno alle sei del mattino del 24 agosto per sgomberare coloro che erano rimasti nell’edificio e nella piazza antistante.

“Le autorità italiane devono porsi serie domande su questo sgombero sconcertante e, in particolare, se la forza usata dalla polizia fosse necessaria e proporzionata,” ha detto Judith Sunderland, direttore associato per Europa e Asia centrale a Human Rights Watch. “L’uso di forze di polizia, in assetto antisommossa, per cacciare persone vulnerabili dalle proprie abitazioni, con scarso preavviso e senza un posto dove andare, è praticamente il contrario di come si sarebbe dovuta gestire la situazione.”

Medici Senza Frontiere (Doctors Without Borders Italy) ha affermato sui social media di aver fornito assistenza medica a tredici persone e di aver dovuto chiamare delle ambulanze per portare quattro donne in ospedale. Un membro dello staff di MSF presente sul luogo ha riferito a Human Rights Watch di aver visto lesioni sul braccio e il torso di una donna causate da colpi di manganello.

La polizia sostiene che l’azione era “urgente e necessaria” perché la presenza di bombole di gas, usate per cucinare all’interno dell’edificio, poneva un rischio, e che gli idranti sono stati usati per “prevenire incendi e l’innesco di liquidi infiammabili.” Immagini video diffuse sui social media mostrano che, con gli idranti, la polizia prendeva di mira direttamente le persone così come gli oggetti tirati ai poliziotti. La polizia ha rilasciato un comunicato secondo cui quattro persone sono sotto indagine per atti di resistenza violenta, tra cui il lancio di una bombola di gas e pietre alle forze dell’ordine.

Nel corso del pomeriggio, tutti coloro che erano all’interno dell’edificio sono stati portati in una stazione di polizia, mentre molti di coloro che erano stati cacciati dalla piazza di fronte protestavano vicino alla stazione Termini, non lontana. Un video pubblicato dal quotidiano La Repubblica mostra la polizia in assetto antisommossa che insegue manifestanti in un parcheggio di fronte alla stazione, mentre si sentirebbe il poliziotto al comando dire: “Devono sparire (…) Se tirano qualcosa, spaccategli un braccio.”  

L’edificio era stato occupato abusivamente nel 2013. Una sentenza di tribunale dispose lo sgombero nel dicembre 2016, ma non fu presa l’iniziativa dalle autorità cittadine, né quelle regionali o nazionali, per organizzare una sistemazione alternativa fino all’inizio dello sgombero il 19 agosto.  

I residenti hanno rifiutato le alternative offerte negli ultimi giorni perché temporanee, inadeguate, o distanti dalle loro cerchie di frequentazione. Le famiglie con figli a scuola sono particolarmente ansiose di rimanere nel quartiere, con l’inizio dell’anno scolastico tra appena due settimane. Ad ogni modo, le alternative offerte porterebbero beneficio solamente a una piccola parte delle centinaia di persone che hanno vissuto nel palazzo di nove piani.   

Don Mussie Zerai, un prete eritreo che ha contribuito a cercare una mediazione con le autorità per conto dei residenti, ha detto: “Cacciare queste persone da un posto all’altro non risolve niente. Il governo dovrebbe prendersi le sue responsabilità per fornire un vero percorso di integrazione sociale.”

Il caso è emblematico dei problemi sistemici relativi all’assistenza ai rifugiati e ai programmi di integrazione in Italia, ha detto Human Rights Watch. L’edificio di piazza Indipendenza era uno di tre larghi edifici occupati abusivamente a Roma con un totale di circa tremila persone, molte delle quali rifugiati e richiedenti asilo. Nessuno sa quanti altri edifici vi siano, di dimensioni più piccole, che ospitano rifugiati in maniera simile.

I “Principi di base delle Nazioni Unite sull'uso della forza e delle armi da fuoco da parte delle forze dell'ordine” prevedono che funzionari delle forze dell’ordine “debbano, per quanto possibile, utilizzare metodi non violenti prima di ricorrere all’uso della forza e delle armi da fuoco.” Ogni qualvolta l’uso della forza sia inevitabile, i Principi stabiliscono che le forze dell’ordine dovrebbero “esercitare moderazione in tale uso e agire in proporzione alla gravità dell’offesa e dell’obiettivo legittimo da raggiungere.”

In quanto stato parte della Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, l’Italia ha l’obbligo legale di rispettare, proteggere, e realizzare il diritto all’abitazione. Ciò comprende l’obbligo di rispettare le protezioni contro gli sfratti forzosi, quali un confronto franco, un preavviso ragionevole, l’accesso a ricorso legale per impugnare gli sfratti, e misure per fornire un’adeguata alternativa abitativa per assicurare che le persone non rimangano senza abitazione a causa di uno sfratto.