Una donna con un cartello davanti al Colosseo durante il gay pride del 15 giugno 2013 a Roma. 

© 2013 Reuters

(Milano) – La procura di Perugia dovrebbe ritirare immediatamente le accuse contro sei attivisti per i diritti gay, imputati di disturbare la quiete pubblica perché si sono baciati durante una manifestazione nel marzo 2014, ha detto oggi Human Rights Watch. La procura ha notificato le imputazioni ai sei lo scorso 7 ottobre.

“Le imputazioni sarebbero risibili, se non riflettessero esattamente il sentimento anti-gay contro cui questi attivisti si battono” ha detto Judith Sunderland, ricercatrice esperta sull’Europa occidentale a Human Rights Watch. “La procura dovrebbe ritirare tali imputazioni immediatamente”.

La polizia ha effettuato un controllo delle generalità dei tre uomini e delle tre donne dopo che essi avevano tenuto una protesta spontanea e non coordinata contro un gruppo che si oppone ai matrimoni gay, e che si fa chiamare “Sentinelle in Piedi”, lo scorso 29 marzo a Perugia. Due degli attivisti sono membri di Omphalos mentre quattro appartengono a Bella Queer, entrambi gruppi locali per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). Tutti e sei sono stati imputati di aver disturbato la quiete pubblica, mentre quattro sono stati anche imputati di aver tenuto una manifestazione non autorizzata.

La procura ha agito sulla base del conseguente verbale della polizia che accusava due degli uomini di darsi “un prolungato e concupiscente bacio sulla bocca ... in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni ... lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione”. Il verbale, descritto a Human Rights Watch da uno degli accusati, comprende anche la descrizione degli abiti dei manifestanti (camicie sgargianti, un boa di piume) e afferma che uno degli attivisti faceva rumore con un tamburello.

Le Sentinelle hanno avviato manifestazioni silenziose in paesi e città italiane dal 2013 per esprimere la loro opposizione al matrimoni gay e agli sforzi per estendere le garanzie contro i reati di discriminazione nei confronti di quanti sono presi di mira sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. I loro membri si ritrovano nelle piazze, stando in piedi, in silenzio, leggendo libri o pregando.

La procura di Bergamo ha giustamente deciso di archiviare le accuse nei confronti di un uomo che ha svolto la propria protesta silenziosa contro le Sentinelle, lo scorso 5 ottobre, a Bergamo. Se ne stava in piedi, silenziosamente, nei loro pressi, vestito con una finta uniforme nazista come nel film “The Blues Brothers”, che ritraeva i “Nazisti dell’Illinois”. Su un cartello ai suoi piedi era scritto “I nazisti dell’Illinois stanno con le Sentinelle”. Il verbale della polizia aveva suggerito che egli era reo di apologia del fascismo.

Proteste organizzate e non violente sono un marchio di una società democratica. I diritti fondamentali di libertà d’espressione, associazione, e riunione pacifica sono saldamente garantiti dal diritto internazionale ed europeo. Il diritto dei diritti umani stabilisce una soglia alta per impedire o punire manifestazioni pubbliche; proteste non autorizzate, irritanti, od offensive, possono essere perfettamente legittime. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti di libertà di riunione pacifica e di associazione, Maina Kiai, ha raccomandato a tutti i Paesi che le assemblee spontanee siano consentite dalla legge.

“Uomini gay e donne lesbiche che si baciano in pubblico non compiono un crimine” ha detto Sunderland. “Le azioni degli attivisti sono chiaramente protette dal loro diritto a protestare pacificamente”.

Le proteste e le controproteste sono giunte in un momento in cui il dibattito su matrimoni dello stesso sesso e unioni civili in Italia si fa scottante. Diverse città, tra cui Grosseto, Bologna e Napoli, hanno cominciato a trascrivere nei propri registri matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Il 7 ottobre, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha emesso una circolare a tutti i prefetti, che rappresentano il ministro nelle provincie italiane, ordinando loro di imporre alle autorità locali di cancellare qualunque misura di questo tipo e, in caso di inerzia da parte delle autorità locali, di usare i propri poteri per annullare d’ufficio tali misure. Da allora, Milano e Roma hanno cominciato a registrare i matrimoni tra persone dello stesso sesso in aperta sfida alla circolare.

Il primo ministro Matteo Renzi ha detto che il suo governo sta preparando una bozza per creare unioni civili per coppie dello stesso sesso, mentre un progetto di legge per unioni civili, preparato da un membro del Parlamento appartenente al Partito Democratico di Renzi, è stato già consegnato all’esame della Commissione Giustizia del Senato. Flavio Romani, presidente di Arcigay, ha spiegato che i gruppi LGBT in Italia aspirano a un matrimonio pienamente egalitario, ma che le unioni civili come immaginate nella bozza di legge esistente fornirebbero, praticamente, gli stessi diritti e doveri previsti del matrimonio dal diritto italiano.

“Non stappiamo lo champagne” ha detto a Human Rights Watch. “Ma meglio un grande passo avanti che niente. Basta che sia un passo grande avanti.”

Il riconoscimento di matrimoni dello stesso sesso è una misura del rispetto dei diritti fondamentali di uguaglianza e non-discrminazione, ha affermato Human Rights Watch. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale in diciassette Paesi in tutto il mondo, compresi nove dell’Unione europea, come anche Norvegia e Islanda, che non sono membri dell’Ue, e in alcune parti del Messico e degli Stati Uniti. Tredici Paesi dell’Ue riconoscono alcune forme di unioni civili per coppie dello stesso sesso, a livello nazionale o in alcune regioni. Tra di essi vi sono Paesi, come la Spagna, l’Olanda e il Regno Unito, che riconoscono anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso.