(Ginevra, 8 agosto 2013) – Il governo svizzero sta interferendo arbitrariamente con il diritto alla libertà di movimento dei richiedenti asilo, dando alle autorità locali la facoltà di proibire loro l’uso di strutture pubbliche scolastiche e sportive, ha detto oggi Human Rights Watch. Il 7 agosto 2013, il ministro dell’Immigrazione della Svizzera, Mario Gattiker, ha riferito alla stampa svizzera che un accordo tra il suo ministero e il comune di Bremgarten permette alle autorità locali di stabilire delle “regole del gioco” nel limitare o proibire l’uso di tali spazi da parte dei richiedenti asilo.

Gattiker avrebbe affermato che le regole sono volte ad assicurare una relazione “sicura” e “scevra di conflitti” tra richiedenti asilo e popolazione locale e che contribuiranno ad evitare “frizioni e risentimento” se “50 richiedenti asilo” usano contemporaneamente un campo di calcio o una piscina.

“È scioccante che la Svizzera, casa delle Nazioni Unite e della sua agenzia per i rifugiati, introduca una politica sfacciatamente discriminatoria che di fatto segrega i richiedenti asilo dalle comunità in cui vivono”, ha detto Gerry Simpson, ricercatore esperto sui rifugiati per Human Rights Watch. “Le autorità svizzere dovrebbero incoraggiare tutte le comunità del Paese a trattare con rispetto e dignità alcune delle persone tra le più vulnerabili al mondo, piuttosto che rinforzare pregiudizi e divisioni”.

Il 5 agosto ha aperto il primo di nove centri di accoglienza per richiedenti asilo in Svizzera, a 20 chilometri dalla città di Zurigo, a Bremgarten, che ha una popolazione di 6500 persone. Il centro ha una capienza di 150 persone e attualmente ospita 23 richiedenti asilo, tra cui due bambini. Hanno il permesso di lasciare il centro ogni giorno dalle 9 alle 17.

Gattiker ha affermato che, secondo le regole di Bremgarten, un richiedente asilo che desideri utilizzare strutture scolastiche o sportive locali durante la settimana, dovrebbe chiedere alla società privata di sicurezza che gestisce il centro di fare domanda per un permesso ai rappresentanti della comunità locale. I rappresentanti della comunità locale hanno diritto di rifiutare semplicemente sulla base dello status di richiedente asilo dell’individuo.

Rispondendo a domande sull’eventuale infrazione, con le nuove regole, del diritto dei richiedenti asilo al diritto di libertà di movimento, Gattiker ha detto che la Svizzera non infrange alcuna legge dato che non ci sono pene previste dalla legge svizzera qualora dei richiedenti asilo “non rispettino le regole del gioco”. Tuttavia, ha aggiunto che ripetute infrazioni significherebbero che secondo le “regole del gioco” dei centri d’asilo (o “Hausordnung”), a un richiedente asilo potrebbe venir proibito di allontanarsi dal centro o addirittura di vedere “una riduzione della paghetta”. “Hausordnung” è un termine svizzero-tedesco che fa riferimento alle regole che disciplinano istituti residenziali e che è spesso associato a carcerati e soldati in caserma.

Degli avvocati svizzeri dicono che individui soggetti a “regole di residenza” possono impugnarle di fronte alla Corte Costituzionale svizzera e che dei militari abbiano fatto ricorso contro tali regole presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Secondo una legge adottata a giugno, le autorità stanno pianificando di aprire altri otto centri di accoglienza. L’apertura del prossimo centro è prevista per il 19 agosto, ad Alpnach, a cento chilometri a sud di Zurigo. Il 6 agosto, il sindaco di Alpnach ha riferito alla stampa svizzera che la comunità si sarebbe riservata il diritto di proibire a richiedenti asilo di accedere liberamente a strutture scolastiche e sportive, a un centro anziani, e ad un intero quartiere nei pressi del centro d’accoglienza.

Il 6 agosto, il sindaco di Menizngen, una cittadina a 50 chilometri a sud da Zurigo dove è prevista l’apertura di un centro di accoglienza per richiedenti asilo nel 2015, ha detto alla televisione e radio svizzere che i richiedenti asilo sarebbero stati tenuti fuori da “aree sensibili” nelle vicinanze come scuole, perché “i richiedenti asilo potrebbero incontrare i nostri studenti – ragazzini e ragazzine”.

Secondo il diritto internazionale, la Svizzera deve formalmente giustificare qualunque proibizione alla libertà di movimento come la misura meno restrittiva necessaria a proteggere la sicurezza nazionale, l’ordine pubblico, o la salute pubblica. In più, quale che siano tali misure, esse non possono discriminare tra cittadini svizzeri e cittadini stranieri.

Le autorità svizzere non sono state in grado di mostrare come la restrizione del diritto alla libertà di movimento dei richiedenti asilo, così come proposta nell’accordo con le autorità di Bremgarten, sia una misura necessaria e proporzionata per la protezione della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico o della salute pubblica, ha dichiarato Human Rights Watch. L’accordo fa sì che a dei richiedenti asilo venga proibito, arbitrariamente, l’accesso ad alcune aree.

Secondo la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Svizzera è tenuta a garantire il diritto di chiunque, “senza distinzione alcuna, in particolare di razza, colore della pelle o origine nazionale”, all’uguaglianza di fronte alla legge in relazione a un insieme di diritti, tra cui quello alla libertà di movimento. Il Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale, che interpreta la Convenzione, ha sottolineato che “un trattamento differenziale basato sullo (…) status migratorio costituirà una discriminazione se i criteri per tale differenziazione (…) non sono applicati in base a uno scopo legittimo e non sono proporzionali al raggiungimento di tale scopo”.

Secondo l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, alla fine del 2012 in Svizzera vi erano appena poco più di 50mila rifugiati riconosciuti, così come quasi 22mila individui registrati come richiedenti asilo. Le autorità svizzere dovrebbero accertarsi che tutti gli accordi preposti alla disciplina del centro d’asilo garantiscano il diritto alla libertà di movimento dei richiedenti asilo, ha dichiarato Human Rights Watch.

“Dopo il cattivo lavoro fatto nell’apertura del primo dei nuovi centri d’accoglienza, le autorità hanno ancora una possibilità di riscatto”, ha detto Simpson. “Anziché incoraggiare le comunità locali a trattare i richiedenti asilo come sgradite minacce a pubblica sicurezza ed igiene, i politici dovrebbero fare tutto ciò che è in loro potere per proteggerli ed incoraggiare la loro integrazione all’interno delle comunità”.