Kongsberg Automotive workers protest being locked out by management at the Kongsberg Automotive plant in Van Wert, Ohio.

© 2008 Van Wert Times Bulletin

(New York) - Molte compagnie europee che pubblicamente sostengono i diritti dei lavoratori fissati dagli standard internazionali nella realtà violano questi diritti nelle attività che realizzano negli Stati Uniti, ha detto Human Rigts Watch in un rapporto pubblicato oggi.

Il rapporto di 128 pagine, "A Strange Case: Violations of Workers' Freedom of Association in the United States by European Multinational Corporations" (Uno strano caso: Violazioni della libertà di associazione dei  lavoratori in America da parte di multinazionali europee), dettaglia le modalità in cui alcune multinazionali europee hanno portato avanti campagne aggressive per impedire ai lavoratori negli Stati Uniti di organizzarsi e di contrattare, violando gli standard internazionali e, spesso, le stesse norme statunitensi sul lavoro.

Le compagnie citate includono le tedesche Deutsche Telekom T-Mobile USA e Deutsche Post DHL, le inglesi Tesco Fresh & Easy Neighborhood Markets e G4S Wackenhut security, le francesi Sodexo food services e Saint-Gobain industrial equipment, la norvegese Kongsberg Automotive e l'olandese Gamma Holding.

"Il comportamento di queste compagnie pone seri dubbi sul valore del loro impegno volontario nel campo dei diritti umani" ha dichiarato Arvind Ganesan, direttore del Programma Business e  Diritti Umani a  Human Rights Watch. "Le compagnie devono rendere conto degli impegni che dichiarano di assumere e del rispetto degli standard legali più forti".

Tra le violazioni documentate nel rapporto ci sono pratiche quali il forzare i lavoratori ad assistere in qualità di "pubblico passivo" a incontri in cui sono presentati discorsi antisindacalisti e dove, al contempo, vengono proibite voci a favore delle unioni sindacali; il minacciare terribili conseguenze per i lavoratori che intendono formare un sindacato, il minacciare la sostituzione permanente dei lavoratori che esercitano il diritto di sciopero, lo spiare nelle organizzazioni dei lavoratori, e anche il licenziare i lavoratori che sostengono le attività organizzative nelle compagnie.

Il rapporto di Human Rights Watch è basato su 30 interviste a lavoratori e impiegati coinvolti in procedimenti legali come testimoni, scoperte e decisioni delle autorità statunitensi che controllano l'applicazione delle leggi sul lavoro, documenti delle compagnie, e corrispondenza scritta con il management delle compagnie.

"Gli Stati Uniti debbono eliminare le scappatoie presenti nella tristemente inadeguata legislazione per la protezione dei lavoratori, includendo le riforme presentate nell'Employee Free Choice Act" ha detto Ganesan. "Il sistema legislativo statunitense  sul lavoro è caratterizzato da lunghi ritardi, deboli sanzioni e dall'accesso unilaterale del datore di lavoro allo staff sul posto di lavoro".

Il rapporto raccomanda anche un monitoraggio più forte da parte delle sedi centrali europee sulle pratiche dei dirigenti americani; un più forte rispetto degli standard internazionali e un meccanismo di denuncia alle organizzazioni internazionali come l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e l'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE); una più forte azione dei governi europei e dell'Unione Europea nel richiedere l'adesione agli standard internazionali da parte delle compagnie europee.

Nell'investigare le azioni delle compagnie europee, Human Rights Watch ha scoperto che:

  • La T-Mobile ha definito il "parlare dei diritti" da parte dei lavoratori come una pericolosa attività da riportare immediatamente al management;
  • Il management della DHL ha minacciato e discriminato lavoratori che cercavano di organizzarsi;
  • Il management della Tesco ha cercato di mettere il bavaglio alle comunicazioni interne tra i lavoratori che avevano come oggetto i sindacati;
  • La Sodexo ha minacciato, interrogato e licenziato lavoratori che cercavano di formare un sindacato;
  • L'olandese Gamma Holding ha assunto in modo permanente persone in sostituzione di lavoratori che esercitavano il diritto di scioperare, violandocosì gli standard internazionali, ma non la legislazione statunitense.

Il rapporto ha notato che tutte le compagnie citate sostengono una qualche combinazione dei più importanti standard lavorativi sanciti dall'OIL, dalle linee guida sulle relazioni industriali dell'OCSE, dalle norme sulla libertà di associazione fissate nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dal Global Compact delle Nazioni Unite, e da altri strumenti internazionali sui diritti umani.

"Anche se si auto proclamano "progressiste" queste compagnie possono e si prendono pieno vantaggio dalla debole legislazione statunitenese per soffocare il diritto di associazione" Ganesan ha detto. "A meno che gli Stati Uniti rafforzino e abbraccino gli standard internazionali sul lavoro è difficile vedere come i lavoratori negli Stati Uniti potranno esercitare i loro diritti".