Secondo quanto dichiarato in una lettera firmata da un gruppo di organizzazioni internazionali di primo piano, che si occupano di diritti umani e di salute pubblica, un premio, consegnato recentemente al Primo Ministro Tailandese Thaksin Shinawatra, non tiene conto delle evidenti violazioni dei diritti umani perpetrate nel paese asiatico durante la campagna repressiva, condotta nel 2003 contro consumatori di sostanze illegali, tossicodipendenti, o sospetti tali.

Egregio Signor Cichetti:

Le scriviamo a nome di alcune delle principali associazioni che tutelano i diritti umani e la salute pubblica, in Tailandia e nel resto mondo. Abbiamo appreso di recente che la vostra organizzazione ha consegnato al Primo Ministro Tailandese, Thaksin Shinawatra, l’International Forgiveness Award, sulla base degli “sforzi del governo Tailandese nel trattare i tossicodipendenti come pazienti piuttosto che come criminali”. Le scriviamo pregandola di riconsiderare la decisione alla luce delle sistematiche e brutali violazioni dei diritti umani perpetrate in Tailandia contro i consumatori di sostanze illegali, sotto la guida del Primo Ministro Thaksin.

Nel Febbraio 2003, il Primo Ministro Thaksin ha dichiarato “guerra alla droga” in Tailandia, in apparente risposta ad un significativo aumento del consumo di metamfetamine nel paese. Riferendosi ai consumatori come “feccia della società” e “pericoli per la sicurezza sociale”, il Primo Ministro ha erogato incentivi economici agli agenti di polizia e ai funzionari locali allo scopo di “rimuovere dalla circolazione” migliaia di tossicodipendenti e sospetti consumatori, precedentemente inseriti in una “lista nera” appositamente compilata dal governo. Nel giro di tre mesi, circa 2,275 tossicodipendenti, o presunti tali, hanno trovato la morte in vere e proprie esecuzioni extra giudiziarie. Il 24 Febbraio 2003, tre settimane dopo la dichiarazione di “guerra” contro la droga, l’incaricato speciale per le Nazioni Unite sulle esecuzioni sommarie, arbitrarie, o extra giudiziarie, Asma Jahagir, ha espresso profonda preoccupazione per le notizie relative ad oltre 100 morti avvenute in Tailandia, a seguito della svolta repressiva contro il mercato di sostanze illegali. Una reazione simile, tanto severa da portare Thaksin a definire gli Stati Uniti “un amico fastidioso”, è stata diffusa dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Nelle due settimane comprese tra il 20 Febbraio ed il 7 Marzo 2003, la commissione Tailandese per i diritti umani ha ricevuto denuncie relative a 123 esecuzioni extra giudiziarie, e arresti illegali di cittadini Tailandesi ritenuti coinvolti nel mercato della droga, rispetto alle 12 denuncie ricevute nelle sei settimane precedenti.

Nel momento in cui gli osservatori internazionali hanno reso visibile il loro sdegno per la politica repressiva sulle droghe promossa dal governo Tailandese, il Primo Ministro Thaksin ha ripetutamente sostenuto che la maggior parte delle morti erano dovute a “regolamenti di conti tra bande rivali di spacciatori”. Sino a questo momento non è stato tuttavia possibile stabilire le vere ragioni della maggior parte di tali omicidi. Al contrario, esponenti di primo piano del governo Tailandese hanno sostenuto ripetutamente l’escalation di violenza contro i tossicodipendenti, o sospetti tali, raccomandando al sistema giudiziario di adottare la regola dell’”occhio per occhio”. Nel mese di Agosto 2003, il Primo Ministro Thaksin ha dichiarato che le forze di sicurezza Tailandesi avrebbero “sparato per uccidere” contro i trafficanti che importano droga dalla vicina Burma. “Non esiste cosa sotto il sole che polizia Tailandese non possa fare”, ha dichiarato Thaksin annunciando la sua “guerra alla droga” nel Gennaio 2003. “Visto che i trafficanti sono spietati con i nostri bambini, essere altrettanto spietati con loro non è per niente una cattiva cosa”

Come senz’altro saprà, nel 2003 la Tailandia ha approvato una legge che si riferisce ai tossicodipendenti (a differenza di quanto faccia per i trafficanti) come “pazienti”, garantendo ai piccoli consumatori un trattamento di disintossicazione invece del carcere. Tuttavia, quello che in pratica succede è che sia i consumatori, sia i trafficanti sono stati vittime della brutale repressione promossa da Thaksin. Moltissimi consumatori hanno riferito arresti arbitrari e detenzioni illegali durante tutto il periodo corrispondente alla cosiddetta “guerra alla droga”. Alcuni sono stati costretti a firmare false confessioni dichiarando di essere spacciatori di compresse di metamfetamina. Mentre un numero significativo di consumatori è stato costretto a seguire programmi di disintossicazione forzata nelle strutture governative, altri sono stati costetti alla disintossicazione dopo essere stati arrestatati arbitrariamente, o minacciati di arresto qualora non avessero accettato il trattamento. Altri hanno interrotto trattamenti che avevano volontariamente richiesto, temendo che essere identificati come tossicodipendenti esponesse al rischio di arresto o di omicidio.

Un aspetto poco noto, benché gravissimo, della politica sulle droghe promossa da Thaksin è il suo impatto sull’epidemia di HIV/AIDS in Tailandia. Si stima che in Tailandia 100,000-250,000 consumatori iniettino eroina, un comportamento che espone al rischio di infezione da HIV tramite scambio di siringhe infette. Durante la “guerra alla droga” un numero incalcolabile di consumatori è stato costretto alla clandestinità, una condizione che ha reso impostile accedere ai pochi servizi di prevenzione esistenti in Tailandia. Altri sono stati incarcerate in istituti di pena in cui i servizi di prevenzione contro l’HIV sono del tutto inesistenti, e lo scambio di siringhe tra detenuti, un fatto di tutti i giorni. Si stima che in Tailandia circa il 40 per cento dei consumatori per via iniettiva sia sieropositivo, lo stesso dato del 1988. Nel mese di Agosto 2004, l’incaricato speciale per le Nazioni Unite per i diritti umani, Paul Hunt, ha dichiarato di temere che “la campagna antidroga […] abbia di fatto creato le condizioni per una maggiore diffusione del virus dell’immunodeficienza acquisita in Tailandia”

Il continuo riferirsi ai consumatori come “pazienti” da parte di Thaksin non ha nulla a che vedere con la repressione effettivamente in atto in Tailandia, ma sembra distrarre la comunità internazionale dal criticare la situazione effettivamente in atto nel paese. Nel corso della cerimonia inaugurale della XV conferenza internazionale sull’AIDS, tenutasi proprio in Tailandia, Thaksin ha annunciato che la Tailandia avrebbe implementato un programma nazionale di “riduzione del danno”, un termine che si riferisce a programmi di scambio di siringhe e a programmi sostitutivi con metadone per i tossicodipendenti. Nel momento in cui scriviamo, e nonostante le indiscutibili evidenze scientifiche che hanno ormai dimostrato l’associazione tra i programmi di scambio di siringhe e la significativa riduzione della trasmissione del virus HIV, non esiste un solo programma per lo scambio di siringhe in tutta la Tailandia. I programmi sostitutivi con metadone sono scarsi e sottoposti a pesanti restrizioni, tali da renderne praticamente impossibile l’implementazione. E i pochi servizi esistenti devono fare i conti con il clima di paura che ormai circonda il consumo di droghe, e la tossicodipendenza.

Nell’assegnare l’International Forgiveness Award al Primo Ministro Thaksin, la vostra organizzazione non ha tenuto conto di tali informazioni, o le ha volontariamente ignorate. Nell’interesse di coloro che si trovano sotto la minaccia della politica repressiva messa in atto dal governo Tailandese, e per il buon nome del vostro premio, vi esortiamo a ritirare pubblicamente il premio assegnato quest’anno. Come ambasciatori internazionali del perdono e della clemenza, siamo certi che non vorrete macchiare per sempre la vostra reputazione associando il vostro riconoscimento ad una feroce campagna di repressione, denunciata più volte dalle maggiori organizzazioni internazionali.

Distinti saluti,

ACT UP/New York, New York, Stati Uniti
AIDS Access Foundation, Bangkok, Tailandia
Argentinian Harm Reduction Association, Buenos Aires, Argentina
Argentinian Harm Reduction Network, Buenos Aires, Argentina
Campaign for Popular Democracy, Bangkok, Tailandia
Canadian HIV/AIDS Legal Network, Montreal, Canada
Central and Eastern European Harm Reduction Network, Mosca, Russia
CHAMP (Community HIV/AIDS Mobilization Project), New York, Stati Uniti
Christa Cepuch, Health Action International (HAI) Africa, Nairobi, Kenia
CitiWide Harm Reduction, Bronx, Stati Uniti
Collettivo frencese sulla epatite virale, Parigi, Francia
Coordinating Committee for Human Rights Organizations, Bangkok, Tailandia
Daniel Wolfe, Center for History and Ethics of Public Health, New York, Stati Uniti
Division of International Health and Cross Cultural Medicine, Universita’ della California, San Diego, Stati Uniti
Drug Policy Alliance, New York, Stati Uniti
DrugScope, Londra, Inghilterra
Eliana Palazzi, Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica/ Consiglio Nazionale delle Ricerche, Bologna, Italia
European AIDS Treatment Group, Bruxelles, Belgio
Foundation for Integrative AIDS Research (FIAR), Brooklyn, New York, Stati Uniti
Friends of the People, Bangkok, Tailandia
GAP (Grupo Português de Activistas de Tratamentos de VIH/SIDA), Lisbona, Portogallo
Gay Men’s Health Crisis, New York, Stati Uniti
Global Network of People Living with HIV/AIDS, Amsterdam, Olanda
Grupo de Trabajo sobre Tratamientos del VIH, Barcellona, Spagna
Harm Reduction Coalition, New York, Stati Uniti
Health GAP (Global Access Project), New York, Stati Uniti
Human Rights and Peace Information Center, Bangkok, Tailandia
Human Rights Committee, the Law Society of Thailand, Bangkok, Tailandia
Human Rights Watch, New York, Stati Uniti
Intercambios Asociacion Civil, Buenos Aires, Argentina
International Antiprohibitionist League, New York, Stati Uniti
International Center for Advancement of Addiction Treatment, New York, Stati Uniti
International Harm Reduction Association, Londra, Inghilterra
Johns Hopkins University Center for Public Health and Human Rights, Baltimora, Stati Uniti
Kazim Khan, Visiting Academic/Senior Research Fellow, SPRC Middlesex Universita’ del Queensway, Enfield, Inghilterra
Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, Torino, Italia
Lifeline, Manchester, Inghilterra
New Drug Policy Alliance, Mosca, Russia
New Mexico AIDS Infonet, Arroyo Seco, New Mexico, Stati Uniti
North East India Harm Reduction Network, Manipur, India
Open Society Institute, New York, Stati Uniti
Oswaldo Cruz Foundation, Rio de Janeiro, Brasile
Red de Personas Viviendo con VIH/SIDA, Mar del Plata, Argentina
Russian Harm Reduction Network, Mosca, Russia
Society for Community Health Rehabilitation Education and Awareness, Dhaka, Bangladesh
Thai AIDS Treatment Action Group, Bangkok, Tailandia
Thai Drug Users’ Network, Bangkok, Tailandia
Transform Drug Policy Foundation, Bristol, Inghilterra
Treatment Action Group, New York, Stati Uniti
Ukrainian Harm Reduction Association, Kiev, Ucraina
Union for Civil Liberty, Bangkok, Tailandia
Working Group for the Protection of Human Rights Defenders, Bangkok, Tailandia
Zimbabwe Activists on HIV & AIDS, Mutare, Zimbabwe