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Egitto: serve un'indagine indipendente sulla morte di Morsi

L'ex presidente è morto dopo anni di cure inadeguate

23 aprile 2016, il presidente egiziano Mohammed Morsi, rimosso dalla sua carica, siede in una gabbia in un’aula di tribunale improvvisata all’accademia nazionale di polizia, in un quartiere orientale del Cairo, Egitto. Human Rights Watch ha documentato come il governo eigiziano abbia isolato Morsi per anni e rifiutato di garantire i suoi diritti come prigioniero © 2016 AP Photo/Amr Nabil
 
(Beirut) – Le autorità egiziane dovrebbero essere indagate per il maltrattamento dell'ex presidente Mohamed Morsi, morto il 17 giugno 2019 dopo anni di mancato accesso a cure mediche, ha dichiarato oggi Human Rights Watch.
 
Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, la cui prossima sessione avrà luogo il 24 giugno, dovrebbe mettere in piedi un'indagine sulle gravi violazioni dei diritti umani in Egitto, tra le quali i diffusi maltrattamenti nelle prigioni e la morte di Morsi.
 
“La morte dell'ex-presidente Morsi è sopraggiunta dopo anni di maltrattamenti da parte del governo, una prolungata reclusione in isolamento, cure mediche inadeguate e il divieto di visite da parte di familiari e dei suoi avvocati" ha detto Sarah Leah Whitson, direttore per Medio Oriente e Nord Africa a Human Rights Watch. “Come minimo, il governo egiziano ha commesso gravi abusi ai danni di Morsi negandogli diritti di base mentre era detenuto.”
 
La televisione nazionale egiziana ha annunciato che Morsi, 68 anni, è morto dopo essere entrato in coma mentre era in gabbia in un'aula processi durante un'udienza. A tarda serata, l'ufficio della procura generale egiziana ha rilasciato una dichiarazione secondo cui il giudice avrebbe permesso a Morsi, di parlare in aula per cinque minuti, prima di perdere conoscenza. La dichiarazione affermava che un team di ispettori, tra cui il direttore dell'autorità medica forensica, esaminerà le registrazioni dell'aula e la cartella medica di Morsi. La dichiarazione non fa menzione di una causa di morte diretta.
 
Per sei anni, il governo egiziano non ha assicurato a Morsi i suoi diritti di base come detenuto, tra i quali cure mediche sufficienti e visite di familiari, nonostante il deterioramento evidente del suo stato di salute e le ripetute richieste al potere giudiziario di ottenere cure mediche. Questo trattamento vìola il Patto internazionale sui diritti civili e politici e contravviene alle Regole minime per il trattamento dei detenuti dell'Onu. Il suo maltrattamento potrebbe essere qualificato come tortura in base alla Convenzione contro la tortura dell'Onu.  
 
Morsi era stato eletto presidente nelle prime ed uniche elezioni libere d'Egitto seguite alle rivolte del 2011. Rimase in carica per un anno dopodiché, di fronte a proteste di massa che chiedevano elezioni anticipate, le forze militari guidate dal generale Abd al-Fattah al-Sisi, ex-ministro della Difesa di Morsi, lo rovesciarono con il sostegno di Arabia saudita ed Emirati Arabi Uniti.
 
Al-Sisi divenne presidente poco dopo. Le sue forze arrestarono Morsi nel luglio 2013. La famiglia di Morsi ha riferito a Human Rights Watch di averlo potuto visitare in prigione solo tre volte nei successivi sei anni.  
 
Nel corso della loro ultima visita, nel settembre 2018, tre membri di agenzie di sicurezza hanno accompagnato la famiglia per l'intera durata della visita, e uno di loro prendeva note della conversazione tra Morsi con la moglie e i figli, hanno dichiarato membri della famiglia. Morsi aveva raccontato alla famiglia di non avere un letto nella sua cella all'interno della prigione al-Molhaq del Cairo, nel complesso carcerario di Tora, e di avere sviluppato dolori alla schiena e al collo dormendo sul pavimento. Gli aveva anche detto di aver sviluppato una condizione all'occhio sinistro per la quale il medico della prigione gli aveva detto che avrebbe avuto bisogno di un'operazione, ma non ci fu mai un seguito rispetto a queste preoccupazioni realtive al suo stato di salute. Le sue richieste di essere visitato da personale medico indipendente sono state ripetutamente ignorate.
 
Morsi era diabetico e aveva dichiarato ai giudici, in occasioni precedenti, di aver sofferto di coma diabetico durante la detenzione a causa della mancanza di attenzioni mediche adeguate relative alle sue dosi di insulina e alla sua dieta. Aveva anche detto di evitare i pasti della prigione temendo per la propria vita, e di fare affidamento solo sul cibo in scatola. I giudici che presiedevano i vari procedimenti nei suoi confronti non hanno mai ordinato un'indagine sulle sue condizioni detentive. Persino quando hanno ordinato ai funzionari delle carceri di permettergli di ricevere visite, ha detto un membro della famiglia, i funzionari di sicurezza ignoravano gli ordini dei giudici.
 
Un familiare di Morsi ha detto a Human Rights Watch che, persino durante le udienze, le forze di sicurezza tenevano l'ex-presidente dietro barriere di vetro che lo isolavano da altri prigionieri e dai suoi avvocati. Alla stampa, in larga misura, era vietato di assistere ai processi.
 
Il familiare ha descritto la condizione di Morsi come “completo isolamento”. Ha aggiunto che, persino durante le ora d'attività fisica, a Morsi non era permesso vedere altri prigionieri. Il familiare ha anche detto che le autorità non permettevano a Morsi di vedere la televisione o leggere giornali e che egli non era a conoscenza di importanti avvenimenti degli ultimi due anni, come quando il governo lasciò fluttuare la lira egiziana nel 2016, riducendone sostanzialmente il valore.
 
Il familiare ha detto che l'isolamento di Morsi era peggiorato significativamente dopo l'assassinio del procuratore generale Hisham Barakat nel giugno 2015. All'epoca, pare che al-Sisi abbia ordinato misure di sicurezza più dure contro i prigionieri.
 
I tribunali egiziani avevano dichiarato Morsi colpevole di varie accuse tra cui presunto spionaggio e istigazione alla violenza. Morsi aveva esaurito i gradi di appello in almeno tre casi, ed era stato condannato a 48 anni di prigione, ma era nel mezzo di un nuovo processo in un altro caso di spionaggio. Human Rights Watch ha concluso che i procedimenti contro Morsi erano privi dei requisiti base di giusto processo e sembravano essere motivati politicamente.
 
Sotto il governo di al-Sisi, le forze di sicurezza hanno arrestato decine di migliaia di dissidenti, molti di loro arbitrariamente. Human Rights Watch e altre organizzazioni hanno a lungo documentato il sistematico maltrattamento  nelle carceri egiziane, la mancanza di cure mediche sufficienti, e torture diffuse e sistematiche in strutture detentive non ufficiali da parte della polizia e di funzionari dell'Agenzia di Sicurezza Nazionale.
 
“Il governo egiziano ha scelto deliberatamente di sottoporre l'ex-Presidente Mohamed Morsi a un trattamento particolarmente duro e a un regime di isolamento” ha detto Whitson. “Quale che sia il giudizio sulla politica di Morsi, il suo trattamento era orribile, e i responsabili dovrebbero essere indagati e sottoposti a processo.”

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