Le organizzazioni non governative (ONG) impegnate in attività di ricerca e soccorso dei migranti in viaggio su barconi fatiscenti o in procinto di affondare nel Mediterraneo, salvano vite. Migliaia di vite.

Fine della discussione? Apparentemente no.

Migranti a bordo di una barca dopo essere stati salvati da un gommone alla deriva nel Mediterraneo dalla NGO spagnola Proactiva Open Arms, 2 aprile 2017. Reuters/Yannis Behrakis

Reuters/Yannis Behrakis

In Italia, le ONG sono al centro di un ciclone di attacchi politici, in particolare del Movimento 5 stelle e dell'estrema destra della Lega Nord, che le accusano di fornire un “servizio taxi” dalla Libia all'Unione Europea. In Sicilia, un procuratore generale che non disdegna l’attenzione dei media ha rilasciato dichiarazioni quasi quotidiane sulla sua indagine sulle operazioni di ricerca e salvataggio delle ONG, insinuando - senza alcuna prova - che stiano colludendo con e traendo profitti dal traffico di esseri umani. Insieme ad altri soggetti, le ONG sono state chiamate in audizione da un comitato del Senato.

La realtà è questa: i fattori che spingono alla migrazione sono molteplici e la Libia è un inferno per molti, che rischiano abusi brutali e lavoro forzato. Le persone sono disposte a rischiare la loro vita per raggiungere un posto sicuro o per migliorare la propria vita e il rischio di morire in mare non sembra agire da deterrente.

Il furioso dibattito che sta imperversando in questi giorni circa il ruolo, gli obiettivi, e le fonti di finanziamento delle ONG, non è che una dannosa distrazione dalle vere sfide e responsabilità non solo dell'Italia ma dell'Europa nella sua interezza.

Le ONG umanitarie attive nel Mediterraneo proteggono il più fondamentale dei diritti: quello alla vita. Lo fanno agendo sotto il controllo e le istruzioni del Centro di coordinamento del salvataggio marittimo italiano. Il fatto che organizzazioni come Medici Senza Frontiere, Proactiva Open Arms e Save the Children debbano difendere pubblicamente le loro operazioni di salvataggio rende l’idea di quanto il dibattito sulle migrazioni sia diventato tossico. Allo stesso tempo, i loro critici fanno di tutto per aggirare la conclusione logica dei loro argomenti, e cioè che dovremmo lasciare che le persone affoghino per dissuadere altri dal venire in Europa.

Se alcune ONG commettono errori, che si lavori per migliorare i protocolli, la formazione e il coordinamento. Se i governi sono preoccupati dal ruolo che le ONG stanno assumendo, che intensifichino i propri sforzi in mare per proteggere il diritto alla vita. Soprattutto, se così tante donne, uomini e bambini rischiano la vita in mare, si ripensino le politiche dell'UE e aprire canali di emigrazione più sicuri e legali.