A man shows his arm that he says was broken in a racist mob attack in Rosarno, Italy.

© 2010 Judith Sunderland/Human Rights Watch

(Milano, 4 Febbraio 2010) - L'azione penale nei confronti dei sospetti nelle aggressioni razziste all'inizio del mese contro i migranti di Rosarno vanno a rilento, ha dichiarato oggi Human Rights Watch. Mentre i migranti accusati di partecipare ai disordini sono già stati arrestati, processati e condannati.

Un mese dopo le aggressioni razziste mirate contro i lavoratori stagionali africani, avvenute tra il 7e il 9 gennaio 2010, solo tre persone sono state arrestate nonostante i numerosi episodi di violenza a danno dei migranti.

"Alcuni migranti africani sono già stati condannati in relazione ai disordini, ma le indagini su quanti hanno aggredito gli Africani si muovono a passo di lumaca" ha dichiarato Judith Sunderland, ricercatrice esperta per l'Europa occidentale presso Human Rights Watch. "Le autorità devono aumentare i propri sforzi per consegnare gli aggressori alla giustizia."

Tre sospetti sono stati arrestati velocemente in relazione agli atti di violenza e partecipazione ai disordini, ma non sono ancora state pienamente formulate delle accuse, né ci sono stati arresti per numerosi altri attacchi. Cinque migranti africani sono stati giudicati colpevoli e condannati la settimana scorsa, con rito abbreviato, per degli incidenti durante una rivolta seguita a due  sparatorie contro due Africani il 7 gennaio. Le reazioni ufficiali alla violenza, da parte del governo italiano, si sono concentrate su immigrazione e occupazione irregolari e non sull'individuazione e l'esercizio dell'azione penale nei confronti degli aggressori.

Undici africani, lavoratori stagionali, sono stati gravemente feriti e hanno avuto bisogno di un ricovero dopo sparatorie e aggressioni di gruppo, con spranghe, nella cittadina calabrese e i suoi dintorni. Le interviste di Human Rights Watch con nove delle vittime indicano che le loro richieste di aiuto venivano spesso ignorate. 

Il razzismo e la xenofobia nei confronti di migranti, così come di membri dei gruppi etnici Rom e Sinti, sono un grave problema in Italia. Il primo ministro Silvio Berlusconi ha affermato che il governo rifiuta l'idea di un'Italia multietnica. Una legge del 2009 ha reso l'entrata e la permanenza irregolare in Italia un reato punibile con una multa fino a 10.000 euro, mentre una legge del 2008 aveva reso l'entrata e la permanenza irregolare in Italia una circostanza aggravante in caso di reato. Il dibattito politico, le politiche, e la legislazione degli ultimi due anni hanno rafforzato la percezione di un nesso tra migranti e criminalità, alimentando un clima di intolleranza, ha dichiarato Human Rights Watch.

Una delle vittime, James Amankona,  trentanovenne del Ghana, ha riferito a Human Rights Watch come intorno alle 15.00 dell'8 gennaio è stato attaccato da una folla mentre tornava dal lavoro:

Ho visto una cinquantina di italiani; mi hanno chiamato, ma sono corso via e mi hanno inseguito. Non dimenticherò mai quando vidi la folla avvicinarsi. Sono saltato su un recinto e ho cercato di scappare, ma mi hanno afferrato e buttato a terra. Hanno cominciato a picchiarmi con bastoni e spranghe. Sono svenuto. Al risveglio, mi colava sangue dal naso.  

Secondo le statistiche ufficiali, 21 migranti sono stati feriti, compresi gli 11 succitati che hanno avuto bisogno di un ricovero. Molti altri sono riusciti a rimanere illesi dalle aggressioni, che comprendono due tentativi di investimento ed un attacco incendiario ad una casa occupata da migranti. Dieci agenti delle forze dell'ordine e 14 cittadini di Rosarno hanno avuto bisogno di trattamento di primo soccorso.

Otto persone, in totale, sono state arrestate durante i disordini, di cui cinque migranti e tre residenti. I cinque migranti sono stati giudicati colpevoli la scorsa settimana, con rito abbreviato, per "resistenza a pubblico ufficiale". Per quattro  di loro c'è stata la sospensione della condanna e il rilascio. Il quinto uomo è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, con la circostanza aggravante di "trovarsi illegalmente sul territorio dello Stato".

Tre residenti dell'area di Rosarno sono in detenzione in attesa di processo. Uno è accusato di "resistenza a pubblico ufficiale" e gli altri due  di tentato omicidio per aver cercato di investire dei migranti con dei mezzi, tra cui, in un caso, una ruspa. Secondo le informazioni ottenute da Human Rights Watch, la procura di Palmi, sulla base degli elementi finora raccolti, non contempla la possibilità di formulare un'imputazione con la circostanza aggravante di discriminazione razziale, un'opzione prevista dall'ordinamento italiano.

È stato creato un pool della procura per sovrintendere alle indagini sui fatti di Rosarno. Ci sono indicazioni che la polizia stia indagando sul primo incidente, che ha avuto luogo il 7 gennaio, in cui un richiedente asilo togolese, Saibou Sabitiou, è stato ferito con arma da fuoco nell'addome inferiore. Un alto ufficiale di polizia, vicino alle indagini, ha riferito a Human Rights Watch che la polizia intende trovare gli aggressori di Sabitou perchè li considerano "moralmente responsabili" per tutto ciò che è avvenuto in seguito. Finora, non ci sono stati arresti per questo caso.

Mentre molte aggressioni violente si sono verificate in aree isolate, altre hanno avuto luogo a Rosarno di fronte ad abitazioni, negozi, e telecamere di sorveglianza. Ben Gyan, un trentunenne del Ghana, è stato aggredito in pieno giorno in una strada ripresa da due telecamere di sorveglianza. Funzionari vicini alle indagini hanno assicurato a Human Rights Watch che stanno analizzando i filmati delle varie telecamere di sorveglianza.

Avanzamenti nelle indagini possono essere ostacolati dalla riluttanza dei testimoni a farsi avanti. Sia il poliziotto che un procuratore hanno detto a Human Rights Watch che l'omertà pone seri ostacoli. Tuttavia non sono state adottate misure speciali, come offerte di protezione ai testimoni, per incoraggiarne le testimonianze. Per quanto appurato da Human Rights Watch, né le autorità locali né quelle nazionali hanno fatto appello ai residenti perchè contribuissero alle indagini.

"Le autorità devono usare tutte le risorse a loro disposizione per incoraggiare i testimoni a farsi avanti" ha detto Sunderland. "Ciò include l'offerta di protezione a chi vuole testimoniare, e l'invio di un chiaro segnale che questi sono crimini gravi che esigono giustizia".

I fatti di Rosarno sono cominciati con due sparatorie distinte avvenute il 7 gennaio (la seconda di un cittadino della Guinea), ed hanno portato ad una violenta protesta, quella sera e il giorno seguente, da parte di alcuni dei lavoratori stagionali africani. Negli episodi più gravi attribuiti ai migranti, una donna e i suoi figli sono stati obbligati a scendere dalla loro auto, la donna è stata colpita sul viso con un sasso, ed è stato dato fuoco alla macchina. Su ciascun atto di violenza, compresi quelli presumibilmente commessi da parte di migranti africani, si dovrebbe indagare fino in fondo, ha affermato Human Rights Watch.

Ci sono state almeno altre nove aggressioni che hanno preso di mira migranti africani l'8 e il 9 gennaio. L'8 gennaio, gruppi di uomini con spranghe e bastoni hanno assalito sei migranti africani in incidenti distinti, sia a Rosarno che nella campagna circostante, mentre due uomini venivano feriti in una sparatoria da un'auto. Un altro migrante africano è stato vittima di una sparatoria il 9 gennaio, e degli aggressori hanno bruciato un'abitazione dove vivevano almeno 20 migranti africani. Tutti sono riusciti a fuggire illesi.

La risposta del governo nazionale alla violenza di Rosarno si è concentrata più su immigrazione e occupazione irregolari che sulle vittime, ha affermato Human Rights Watch. Facendo riferimento alla violenza a Rosarno, dopo una seduta straordinaria del consiglio dei ministri a Reggio Calabria il 28 gennaio, Berlusconi ha affermato che il suo governo aveva raggiunto risultati positivi nella sua lotta all'immigrazione  irregolare e che la "riduzione degli  extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali." Al picco della violenza a Rosarno, il Ministro dell'Interno Roberto Maroni dava la colpa della situazione all'eccessiva tolleranza verso l'"immigrazione clandestina". 

"Il governo deve condannare queste aggressioni razziste in modo inequivocabile" ha affermato Sunderland. "Dare la colpa alle vittime o all'"immigrazione clandestina" incoraggia soltanto la violenza della gente".

Il personale delle forze dell'ordine ha iniziato a portar via i migranti da Rosarno la sera dell'8 gennaio su degli autobus. Secondo dati ufficiali, 428 migranti sono stati inviati nel centro di accoglienza per immigrati di Crotone, 320 nei centri di Bari, e 330 hanno lasciato l'area di propria iniziativa. Un numero ridotto di migranti è rimasto nell'area, ed altri vi sono tornati nei giorni scorsi in cerca di lavoro, nonostante le continue tensioni e paure.

La maggior parte di coloro che sono stati portati via avevano permesso di soggiorno e di lavoro. Nonostante le iniziali rassicurazioni, Maroni ha annunciato che verranno espulsi dall'Italia coloro i quali sono sprovvisti di regolare documentazione. Con una mossa positiva, tuttavia, il governo italiano ha iniziato a concedere visti umanitari, rinnovabili, di un anno, alle vittime gravemente ferite che non avevano status legale, ha detto Human Rights Watch.  

Ogni inverno, migliaia di lavoratori migranti stagionali vanno a Rosarno per la raccolta degli agrumi. La maggior parte viene assunta senza regolari contratti, e spesso le condizioni di lavoro sono di sfruttamento, con paghe basse, pagamenti mancati, e maltrattamenti. Come documentato da Medici Senza Frontiere ed associazioni locali, in molti vivono in edifici abbandonati alla periferia di Rosarno e nella campagna circostante, senza elettricità, acqua corrente, e scarsa protezione dalle intemperie.

Un gruppo di migranti, il 22 gennaio, è stato sfrattato per ordine del governo locale dall'insediamento alla buona che aveva alla periferia di Rosarno. Human Rights Watch aveva visitato l'insediamento, conosciuto come "la casa degli Egiziani", per via della sua popolazione prevalentemente nord-africana, il giorno prima. Gli uomini che vi vivevano hanno detto di non sapere dove avrebbero trovato riparo. 

Rosarno aveva già conosciuto episodi di violenza contro lavoratori migranti. Nel dicembre del 2008, due Ivoriani erano stati gravemente feriti quando degli uomini armati avevano aperto il fuoco su un gruppo di lavoratori stranieri. Andrea Fortugno, di 20 anni, è stato giudicato colpevole per la sparatoria nel maggio del 2009 e condannato a 16 anni di galera.