(Milano) - Il Senato italiano deve bocciare le proposte legislative che imporrebbero  sanzioni penali nei confronti di immigrati irregolari e che fornirebbero una cornice nazionale per gruppi di vigilanti, ha affermato oggi Human Rights Watch. Il voto del Senato sul cosiddetto "pacchetto sicurezza" è previsto per questa settimana.

"Trattare gli immigrati come criminali non risolverà le sfide che l'immigrazione pone all'Italia", ha detto Judith Sunderland, ricercatrice esperta di Human Rights Watch. "Questo disegno di legge incoraggia soltanto l'intolleranza o peggio, nei confronti di individui che fanno una vita già abbastanza dura".

La proposta di legge giunge in un clima di ostilità verso gli immigrati, alimentato da dichiarazioni di importanti esponenti del governo. Il governo di Berlusconi sta assumendo una linea sempre più dura nei confronti di immigrati irregolari e richiedenti asilo.

Il disegno di legge, approvato dalla Camera dei Deputati a metà maggio, fa dell'entrata e permanenza in Italia senza permesso un reato punibile con multa fino a 10.000 euro.

Associazioni di medici e organizzazioni umanitarie hanno espresso il timore che la misura potrebbe costringere esponenti della Sanità o dell'Istruzione a denunciare immigrati irregolari in cerca di cure mediche o altri servizi, dato che il codice penale impone a pubblici ufficiali di denunciare condotte criminali. Sebbene il governo abbia abbandonato una precedente proposta di rendere tale obbligo esplicito, il disegno di legge, così come è formulato attualmente, potrebbe avere lo stesso risultato.

Inoltre, la legge aumenterebbe da due a sei mesi il tempo massimo in cui le autorità hanno facoltà di detenere immigrati e richiedenti asilo a scopi amministrativi.

Uno degli aspetti potenzialmente più pericolosi del disegno di legge è una disposizione per una cornice nazionale a favore di ‘associazioni di cittadini' per il pattugliamento anticrimine, in aiuto alle forze dell'ordine. I gruppi non sarebbero armati o dotati di potere d'arresto, ma ne verrebbe favorita l'adesione di poliziotti o personale militare in congedo. La controversa disposizione fu approvata, inizialmente, in un decreto legge del febbraio 2009 e successivamente omessa in aprile al momento della conversione in legge.

Gruppi non autorizzati di vigilanti già operano in alcune municipalità, specialmente nel nord Italia, dove il partito anti-immigrazione della Lega Nord gode di ampio sostegno. Alcune città, come Milano, hanno gruppi autorizzati.

La creazione di questi gruppi si verificò sull'onda di diversi stupri, fortemente mediatizzati, e presuntamente commessi da immigrati a Roma, Milano, e Bologna tra il 2008 e il 2009. Questi episodi hanno provocato linciaggi contro immigrati, in primo luogo contro rumeni e rom.

"Legalizzare gruppi di vigilanti in un periodo di crescente intolleranza è una ricetta per il disastro", ha detto Sunderland. "Se questi gruppi usano violenza contro gli immigrati, lo Stato ne sarà direttamente responsabile".

Il primo ministro Berlusconi, di recente, ha rinnovato la sua opposizione all'idea dell'Italia come una nazione multi-etnica,  e ha mancato di criticare una proposta di un esponente della Lega Nord a favore di un sistema di trasporti pubblici separato, a Milano, con posti riservati ai soli milanesi. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso la propria preoccupazione nei confronti di un aumento, nel dibattito pubblico, di quella che ha definito "retorica xenofoba".

Il governo ha cominciato, di recente, a respingere con la forza, in acque internazionali, i barconi di migranti indietro verso la Libia, senza determinare se tali migranti abbiano bisogno di protezione da persecuzioni o abusi, il che costituisce una palese violazione del diritto internazionale dei rifugiati.

L'anno scorso il governo ha modificato il codice penale rendendo così la permanenza irregolare un'aggravante per qualsiasi reato. Di conseguenza, gli immigrati irregolari possono essere condannati a scontare pene fino a un terzo del tempo più lunghe, a parità di reato, di quelle di cittadini italiani o residenti legali. La misura, adottata in una fase in cui il sostegno politico per la criminalizzazione dell'entrata e della permanenza illegale era incerta, sembrava puntare alla punizione di individui per il loro status irregolare.

La discriminazione effettuata sulla base dello status di immigrazione o sulla nazionalità è proibita dal diritto internazionale, ha affermato Human Rights Watch. Ciò significa che un trattamento differenziato sulla base della nazionalità debba essere strettamente giustificato come necessario e proporzionato ad un legittimo obiettivo.