Un governo di coalizione tra la Lega, partito contrario all'immigrazione, e i populisti del Movimento 5 Stelle, si è insediato a giugno. Lo scorso marzo, l’Alto commissario ONU per i diritti umani condannò il razzismo e la xenofobia che avevano caratterizzato la campagna elettorale.

A metà novembre, secondo l’UNHCR, avevano raggiunto l’Italia via mare solamente 2435 migranti e richiedenti asilo, in larga parte per via di misure atte ad impedire gli arrivi messe in atto già dal governo uscente. Diversamente, nel corso del 2017, erano arrivate 119.369 persone.   

Non appena preso il potere, il nuovo governo ha rafforzato tale approccio e ha cominciato a bloccare gli sbarchi in Italia di persone tratte in salvo in mare. A novembre, un pubblico ministero siciliano ha chiuso un’indagine, aperta ad agosto, sul vice-premier e ministro dell’interno Matteo Salvini per vari capi d’accusa, tra cui detenzione illegale e rapimento, in seguito al rifiuto di consentire lo sbarco da una nave della Guardia costiera italiana a 177 richiedenti asilo, alcuni dei quali bloccati a bordo per addirittura cinque giorni. 

A giugno, l’Italia ha cominciato, sistematicamente, ad affidare il coordinamento dei salvataggi nel Mediterraneo alla Guardia costiera libica, nonostante le preoccupazioni circa la sua capacità e sul destino delle persone rinviate in Libia. Ad agosto, il parlamento ha approvato la consegna di dodici navi e programmi di addestramento per gli equipaggi libici.

A novembre, il parlamento ha approvato un decreto che limita i visti umanitari e restringe l’accesso a centri di ricezione specializzati. Un quarto dei richiedenti asilo nel 2017 ha ricevuto il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, e nelle decisioni prese tra gennaio e febbraio del 2018, sono stati concessi visti per ragioni umanitarie nel 28 per cento dei casi. Ad ottobre, dei pubblici ministeri hanno accusato il sindaco di Riace, in Calabria, di irregolarità per quello che è largamente visto come un progetto modello di integrazione per richiedenti asilo e rifugiati.

Episodi di violenza razzista hanno segnato l'anno. A febbraio, un mese prima delle elezioni politiche, un ex candidato della Lega in elezioni locali ha fatto fuoco e ferito sei immigrati a Macerata, nel centro Italia. Un gruppo antirazzista ha registrato un netto aumento nelle aggressioni nei due mesi successivi all'insediamento del nuovo governo rispetto allo stesso periodo nel 2017.

A luglio, le autorità hanno sfrattato diverse centinaia di Rom dai loro insediamenti a Roma, nonostante un'ordinanza della Corte europea dei diritti dell'uomo per rimandare il trasferimento. Il ministro Salvini ha esortato, a giugno, a censire tutti i Rom d'Italia per deportare quelli non in possesso di cittadinanza italiana. Non si sono visti progressi in un'indagine della Commissione europea, in corso dal 2012, nella discriminazione ai danni dei Rom nell'accesso ad abitazioni e sugli sfratti forzati.

A dicembre del 2018, il Comitato ONU contro la tortura ha esortato l'Italia affinché la definizione del crimine di tortura nel diritto nazionale, introdotta lo scorso anno, si adegui al diritto internazionale.

 

Mediterranean Sea Rescue: Read the EU Chapter

Sections of the EU Chapter: Migration and Asylum  | Discrimination and Intolerance  | Rule of Law  | Terrorism and Counterterrorism  | Croatia  | France  | Germany  | Greece  | Hungary  | Italy  | The Netherlands  | Poland  | Spain  | United Kingdom  | Foreign Policy