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Italia

Eventi del 2019 – parte del capitolo sull’Ue

Manifestazione a Roma per il rilascio di Carola Rackete, capitano di Sea Watch, il 29 giugno 2019 a Roma. 

© 2019 Andrea Ronchini/NurPhoto via Getty Images

Sono stati almeno 15 i casi di navi delle Ong bloccate in mare in cui le autorità italiane hanno negato loro il permesso di far sbarcare in porto i migranti soccorsi. A giugno, l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato un decreto governativo, approvato in via definitiva dal parlamento in agosto, che consente all’Italia di negare alle Ong l’ingresso nelle acque territoriali, sequestrare le imbarcazioni e multarne i proprietari. Il nuovo governo, in carica da settembre, ha manifestato l’intenzione di riformare il decreto.

 

Fino a metà novembre, secondo l’UNHCR, i migranti che hanno raggiunto il paese via mare sono stati 9.942, il 55% in meno rispetto al 2018.

 

Tramite decreti governativi, ad agosto è stata istituita una procedura accelerata per l’esame delle domande di asilo nelle zone di frontiera e in ottobre è stato approvato un elenco di 13 paesi d’origine cosiddetti sicuri, i cui cittadini ora corrono il rischio di vedersi rifiutare la protezione per mancanza dei presupposti legali.

 

Secondo le statistiche ufficiali, le domande di asilo sono calate di oltre il 50% rispetto all’anno scorso. Nei primi sei mesi dell’anno, la percentuale di domande respinte si aggirava intorno all’80%, un deciso aumento rispetto al 58% del 2017. Una delle cause principali è l’abolizione, alla fine del 2018, dei permessi di soggiorno per motivi umanitari.

 

Ad agosto, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha espresso forte preoccupazione per l’intensificarsi del clima di intolleranza, odio razziale e religioso e xenofobia, e per il ruolo dei leader politici e dei membri del governo nel consentire o incoraggiare questi fenomeni. Nel 2018, la Ong italiana Lunaria ha denunciato un considerevole aumento dei crimini violenti a sfondo razziale: 126 episodi rispetto ai 46 del 2017.

 

Sempre ad agosto è entrata in vigore una legge contro la violenza di genere. La legge prevede detenzioni più lunghe per i reati sessuali e la violenza domestica, criminalizza i matrimoni forzati e impone ai pubblici ministeri di ascoltare le vittime di violenza domestica o di genere entro tre giorni dalla denuncia.

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