Migrants disembark from the SOS MEDITERRANEE ship Aquarius at the Italian island of Lampedusa, April 18, 2016.

© 2016 SOS MEDITERRANEE
Buone notizie! Il ministero dell’Interno italiano ha annunciato ieri la temporanea chiusura di un centro per migranti a Lampedusa.
 
La decisione del governo è giunta in seguito a dei rapporti schiaccianti da parte della Coalizione italiana per i diritti e le libertà civili, l’ Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione, ed IndieWatch, che hanno documentato come i richiedenti asilo si misuravano con lunghi periodi di detenzione all’interno della struttura, definita come un “hotspot,” intesa solamente per ospitare richiedenti asilo e altri migranti per periodi brevi durante il processo d’identificazione ufficiale. I rapporti hanno anche riscontrato condizioni degradanti e una mancanza di protezioni per donne e bambini. Una famiglia che aveva fatto domanda d’asilo era stata detenuta nel centro per sette settimane.
 
Una protesta da parte dei detenuti, la settimana scorsa, ha preso una piega violenta quando un largo gruppo si è formato davanti ai cancelli del centro, esigendo di uscire per manifestare nella piazza principale. Le guardie si sono rifiutate di aprire. Secondo referti medici e testimonianze raccolte da gruppi per la difesa dei diritti, la risposta aggressiva della polizia per allontanare il gruppo dai cancelli ha portato al ferimento di una bambina di otto anni e di una giovane donna. Un filmato visionato da Human Rights Watch mostra la bambina sconvolta e dolorante; sia un uomo tunisino, che la stessa piccola, riportano di essere stata colpita da un manganello. Allo stesso tempo, un gruppo di detenuti ha dato fuoco a uno dei dormitori.
 
Di conseguenza, quasi tutti nel centro, perlopiù uomini tunisini, sono stati trasferiti sulla terraferma nel corso del fine settimana. Ma due famiglie, compresa la bambina e i suoi genitori, sono rimaste e degli avvocati hanno presentato richieste urgenti di protezione alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La Corte si è già pronunciata ammettendo entrambe le richieste, secondo un avvocato che sta lavorando sul caso. 
 
Ci vorrà di una ristrutturazione e una mano di vernice per risolvere ben più ampi problemi strutturali. Se si vuole che il sistema di ‘hotspot’, predisposto dall’ Unione europea  per migliorare l’identificazione e la gestione dei nuovi arrivati, abbia una parvenza d’integrità, le autorità italiane e dell’Ue devono assicurare condizioni e un trattamento che siano umani e dignitosi per tutti. 
 
Come regola generale, i richiedenti asilo dovrebbero essere ospitati in centri aperti, e non detenuti. E i casi di violenza, come quello che hanno portato una bambina di 8 anni a urlare dal dolore e dalla paura, dovrebbero essere indagati, e i responsabili dovrebbero rispondere delle proprie azioni.