X. Libia: impossibile richiedere asilo politico
La Libia non ha una legislazione interna o procedure disciplinanti l’asilo politico. [111] Sebbene la Libia sia uno stato parte della Convenzione sui Rifugiati del 1969 dell’Oau, che sposa il diritto d’asilo, [112] ed abbia adottato la Carta Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli del 1981 che stabilisce che tutti i popoli “hanno diritto, se perseguitati, di cercare ed ottenere asilo in altri Paesi,” [113] non ha, fino ad ora, stabilito alcun meccanismo formale per la protezione di individui in fuga da persecuzioni.
Il generale di brigata Mohamed Bashir Al Shabbani, direttore dell’ufficio immigrazione, ha dichiarato ad Human Rights Watch che “non ci sono rifugiati in Libia. Ci sono individui che si intrufolano illegalmente nel Paese e non possono essere descritti come rifugiati. Chiunque entri nel Paese senza documenti e permessi formali viene arrestato.” [114] Quando Human Rights Watch ha chiesto ad Al Shabbani come facesse a sapere che nessuno di essi fosse un rifugiato, o se tra di essi potessero trovarsi uno o due rifugiati, e come potesse distinguerli dagli altri, ha risposto: “Non mi sono mai trovato di fronte ad una simile eventualità.”
La sua risposta è coerente con le espressioni in merito del leader libico Muammar Gheddafi, che nega categoricamente che i migranti in Libia, o diretti in Europa attraverso la Libia, siano in cerca di asilo. Ha definito la questione come una “menzogna diffusa”. Nella sua prima visita in Italia l’11 giugno 2009, ha detto: “Pensiamo davvero che milioni di persone siano in cerca d’asilo? È una cosa che fa davvero ridere”. Ha definito i migranti africani come persone che “vivono nel deserto, nelle foreste, privi di qualunque identità, tanto meno politica. Credono che il Nord abbia tutta la ricchezza, i soldi, per cui tentano di raggiungerlo.” [115]
Prima di recarsi in Italia nel luglio 2009, Gheddafi rispose alla domanda se si potesse concedere asilo ai migranti respinti in Libia dall’Italia. Rispose, “Non è assolutamente una questione d’asilo. L’asilo riguarda un numero ristretto di individui per motivazioni politiche, oppure dopo una guerra o dopo disastri naturali. Qui, invece, siamo di fronte ad ondate di immigrazione che si susseguono verso l’ Europa a causa della povertà imperante in Africa.” [116]
In realtà, pochi dei migranti intervistati da Human Rights Watch, compresi molti dei quali hanno poi richiesto asilo in Italia o a Malta o a cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiato in tali Paesi, hanno espresso la convinzione che vi fosse alcuna possibilità di richiedere asilo in Libia. Ad eccezione dei detenuti nel centro di detenzione di Misurata, al quale l’Unhcr e le sue organizzazioni partner nongovernative (Ong) hanno accesso, nessuno degli ex-detenuti intervistati per il presente rapporto ha detto di aver visto o incontrato l’Unhcr durante la permanenza in una qualsiasi delle altre prigioni o centri di detenzione in Libia. Considerato il gran numero di ex-detenuti che ha riportato di essere stato picchiato per qualunque richiesta fatta alle guardie, non sorprende che solo uno abbia detto ad Human Rights Watch di aver chiesto di incontrare l’Unhcr nel periodo di detenzione.
La proclamazione costituzionale della Libia del 1969 afferma che “l’estradizione dei rifugiati politici è proibita.” [117] Inoltre, la legge 20 del 1991, “Sull’Accrescimento della Libertà”, afferma che “la Giamahiria sostiene gli oppressi e (...) non deve abbandonare i rifugiati e rinunciare alla loro protezione.” [118]
Il Segretario della Giustizia Mostafa Abdeljalil del Comitato Generale del Popolo per la Giustizia ha dichiarato ad Human Rights Watch che è possibile fare richiesta d’asilo presentando la documentazione al ministero degli Affari esteri, [119] ma non siamo stati in grado di trovare una legge che stabilisca tale procedura. Il generale di brigata Al Shabbani ha detto ad Human Rights Watch che una “nuova legge sui rifugiati sarà presto presentata al Congresso di Base del Popolo.” [120] Human Rights Watch ha richiesto copie della bozza di legge sull’asilo sia all’epoca della visita del 2005, in preparazione del rapporto “Arginare i Flussi” del 2006, e nuovamente nella visita dell’Aprile 2009 e in successive comunicazioni con il governo in preparazione del presente rapporto. Non ci è stata fornita alcuna copia della bozza di legge.
La Libia non ha firmato né la Convenzione sui Rifugiati del 1951 [121] né, tanto meno, il suo Protocollo del 1967, [122] ma sia la Convenzione contro la Tortura che la Convenzione africana sui rifugiati [123] le vietano di inviare individui in Paesi dove corrono un serio rischio di persecuzione o tortura. La Libia è anche uno stato parte del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (Pidcp) [124] il quale, all’articolo 13, proibisce l’espulsione arbitraria e dà agli stranieri diritto ad una decisione individuale sul loro allontanamento o espulsione. Il Comitato per i Diritti Umani ha interpretato l’articolo 7 del Pidcp come un divieto di refoulement di individui verso posti dove corrono il rischio di trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti. [125] Secondo il diritto internazionale consuetudinario, inoltre, la Libia è tenuta a non rinviare alcun individuo verso luoghi dove potrebbe essere perseguitato o dove la sua vita o libertà siano a rischio. [126]
Il Segretario della Giustizia Abdeljalil ha suggerito un riconoscimento, de facto,del principio di nonrefoulement quando ha detto ad Human Rights Watch che la Libia non può deportare Eritrei o Somali. [127] Sebbene la sospensione delle deportazioni in Somalia ed Eritrea sia benvenuta, questa non può essere sostitutiva di un procedimento legale teso ad identificare rifugiati di qualsiasi nazionalità che non possano essere respinti.
[111]Per una discussione approfondita sulla legislazione libica sull’immigrazione, vedi Human Rights Watch, Stemming the Flow, pp. 78-90.
[112]Convention Governing the Specific Aspects of Refugee Problems in Africa (African Refugee Convention), 1001 UNTS 45, entrata in vigore il 20 giugno 1974.
[113] African [Banjul] Charter on Human and Peoples' Rights, adottata il 27 giugno, 1981, OAU Doc. CAB/LEG/67/3 rev. 5, 21 I.L.M. 58 (1982), entrata in vigore il 21 ottobre 1986.
[114]Intervista di Human Rights Watch con il Generale di brigata Mohamed Bashir Al Shabbani, direttore dell’ufficio immigrazione, Ministero degli Interni, Tripoli, mercoledì 22 aprile 2009.
[115]“Immigration: Gaddafi says tide is difficult to stem” Ansa, 11 giugno, 2009, http://www.ansamed.info/en/news/ME01.@AM48071.html (consultato il 14 luglio 2000).
[116]“According to Gaddafi, Africans working in Europe are taking back what’s theirs,” Euronews, 7 luglio 2009, http://www.euronews.net/2009/07/07/according-to-gaddafi-africans-working-in-europe-are-taking-back-whats-theirs/ (consultato il 9 luglio 2009).
[117] Proclamazione Costituzionale dell’11 dicembre 1969, articolo 11, disponibile su http://www.unhcr.org/refworld/docid/3ae6b5a24.html (consultato il 15 luglio 2009).
[118]Law 20 (1991), article 21, disponibile su http://www.unhcr.org/refworld/pdfid/3dda542d4.pdf, (consultata il 15 luglio 2009).
[119]Intervista di Human Rights Watch con il Segretario della Giustizia Mostafa Abdeljalil, Comitato Generale del Popolo per la Giustizia, Tripoli, 26 aprile 2009. Alle nostre insistenze, è rimasto vago su quali documenti andassero effettivamente consegnati al fine di presentare domanda d’asilo.
[120]Intervista di Human Rights Watch con il generale di brigata Mohamed Bashir Al Shabbani, direttore dell’Ufficio immigrazione, Comitato Generale del Popolo per la Pubblica Sicurezza, Tripoli, 22 aprile 2009. I funzionari libici diedero ad Human Rights Watch le stesse assicurazioni all’epoca della nostra visita del 4 maggio 2005. Vedi Stemming the Flow, pag. 23.
[121] Convention Relating to the Status of Refugees, 189 U.N.T.S. 150, entrata in vigore il 22 aprile 1954, http://www.unhcr.org/refworld/docid/3be01b964.html (consultato il 14 luglio 2009).
[122] Protocol Relating to the Status of Refugees, 606 U.N.T.S. 267, entrato in vigore il 4 ottobre 1967, http://www.unhcr.org/refworld/docid/3ae6b3ae4.html (consultato il 14 luglio 2009).
[123] Convention Governing the Specific Aspects of Refugee Problems in Africa, 10 settembre 1969; entrato in vigore il 20 giugno 1974. La Libia ha ratificato la Convenzione africana sui rifugiati il 25 aprile 1981, http://www.unhcr.org/refworld/docid/3ae6b36018.html (consultato il 15 luglio 2009).
[124]International Covenant on Civil and Political Rights (ICCPR), adottato il 16 dicembre 1966, G.A. Res. 2200A (XXI), 21 U.N. GAOR Supp. (No. 16) at 52, U.N. Doc. A/6316 (1966), 999 U.N.T.S. 171, entrato in vigore il 23 marzo 1976.
[125]Nel “General Comment 20”, il Comitato per i Diritti Umani ha interpretato che la proibizione su trattamento o punizione crudeli, inumane o degradanti dell’articolo 7 racchiuda anche l’estradizione, espulsione o refoulement verso altri Paesi. Human Rights Committee, General Comment 20, Article 7 (Forty-fourth session, 1992), Compilation of General Comments and General Recommendations Adopted by Human Rights Treaty Bodies, U.N. Doc. HRI/GEN/1/Rev.1 at 30 (1994).
[126]Vedi UN Executive Committee (ExCom) Conclusion No. 25, General Conclusion on International Protection,
20 ottobre 1982, para b, http://www.unhcr.org/3ae68c434c.html (consultato il 15 luglio 2009); articolo 5 della ‘Cartagena Declaration on Refugees’, 1984, http://www.unhcr.org/cgi-bin/texis/vtx/research/opendoc.htm?
tbl=RSDLEGAL&id=3ae6b36ec (consultato il 6 marzo 2006); e articolo V di ‘Revised Bangkok Principles on
Status and Treatment of Refugees of 2001’, http://www.aalco.int/Final%20Text%20of%20Bangkok%
20Principles.htm(accessed August 28, 2009). La dottrina è quasi unanime su questo punto. Vedi Lauterpacht and
Bethlehem, “The Scope and Content of the Principle of Non-refoulement: Opinion,” febbraio 2003, UNHCR,
para.216; Bruin and Wouters, “Terrorism and the Non-Derogability of Non-refoulement,” International Journal ofRefugee Law, Vol.15, No.5 (2003), section 4.6; Allain, Jean, “The Jus Cogens Nature of Nonrefoulement,”
International Journal of Refugee Law, Vol.13 (2001), p.538; Weissbrodt and Hortreitere, “The Principle of Non-
refoulement,” Buffalo Human Rights Law Review, Vol.5 (1999). (2001), p.538; Weissbrodt and Hortreitere, “The Principle of Non-refoulement,” Buffalo Human Rights Law Review, Vol.5 (1999).
[127]Intervista di Human Rights Watch con il Segretario della Giustizia Mostafa Abdeljalil, Tripoli, 26 aprile 2009. Il suo commento potrebbe anche significare che Somali ed Eritrei non possono essere deportati a causa di mancata cooperazione con le autorità dei loro Paesi.






